Occhio, neve sporca sotto il Cremlino
E’ ancora presto per fare di Mikhail Khodorkovsky il primo dissidente dell’era Putin. L’oligarca del greggio ieri è stato condannato a restare in cella per altri sette anni – se gli andrà bene – non perché si è battuto a difesa della libertà, come i grandi della dissidenza antisovietica, Andrei Sakharov o Natan Sharansky, ma per un ammanco di 27 miliardi di dollari in barili di petrolio.
6 AGO 20

E’ ancora presto per fare di Mikhail Khodorkovsky il primo dissidente dell’era Putin. L’oligarca del greggio ieri è stato condannato a restare in cella per altri sette anni – se gli andrà bene – non perché si è battuto a difesa della libertà, come i grandi della dissidenza antisovietica, Andrei Sakharov o Natan Sharansky, ma per un ammanco di 27 miliardi di dollari in barili di petrolio. Eppure è necessario avvicinarsi con una certa diffidenza e sondare con un po’ di giustificato malanimo le vicende giuridiche del magnate russo. Il fatto che nella sua precedente condanna sia finito in una prigione siberiana a sei fusi orari dalla capitale, dove avrebbe dovuto scontare la sua detenzione; le accuse di cattiva condotta per non avere frequentato le lezioni di cucito per i prigionieri, i dodici giorni in cella di isolamento per avere rilasciato un’intervista scritta all’edizione russa del mensile Esquire; le accuse artefatte di molestie sessuali da parte di uno dei suoi compagni di cella. E, soprattutto, la coincidenza speciosa che ha reso Khodorkovsky l’unico magnate ad avere sfidato politicamente il potere di Vladimir Putin e l’unico a essere finito dietro le sbarre, mentre attorno a lui, all’epoca dei reati che gli sono contestati, si consumava traumaticamente l’orgia di massa eltsiniana delle svendite di stato russe.
Per questo la sentenza contro Khodorkovsky – e il suo inevitabile riverbero in un occidente così attento ai diritti umani – va soppesata con attenzione, soprattutto da chi, come il Cav., con la Russia di Putin intrattiene fruttuose alleanze. Cautela. C’è neve sporca ai piedi delle mura impenetrabili del Cremlino.
Per questo la sentenza contro Khodorkovsky – e il suo inevitabile riverbero in un occidente così attento ai diritti umani – va soppesata con attenzione, soprattutto da chi, come il Cav., con la Russia di Putin intrattiene fruttuose alleanze. Cautela. C’è neve sporca ai piedi delle mura impenetrabili del Cremlino.